domenica, 21 settembre 2008

Sia chiaro sin da subito, la colpa è di M3DU5A! Se la finanza e i suoi derivati (Battuta da trader!) vi fanno uscire il sangue da naso, passate oltre. Se invece volete capire perchè il controvalore delle vostre azioni ultimamente è più a terra del Milan dei Palloni d'Oro, leggete quanto segue.
Per capire in modo rapido cosa sta accadendo negli States, guardare con attenzione la foto sopra. Quando l'ho scaricata da internet aveva come nome una data 07-27-2007 che in italiano fa 27 Luglio 07. I signori in questione, c'è pure una cinese che sembra partecipare al gioco "Trova l'intruso", tutto cravatta e sorrisi, sono con tutta probabilità grossi papaveri della banca d'affari Lehman Brothers, nome diventato noto ai più negli ultimi giorni. Intendiamoci, pezzi grossi da qualche milione di dollari all'anno, Mercedes, villa con giardino e piscina. Qui li vediamo intenti a dare il via alle contrattazioni del giorno.
A distanza di poco più di un anno, gli stessi, non possiedono più nemmeno LCD che avevano davanti. Probabilmente li possiamo trovare a qualche isolato di distanza con una scatola di cartone in mano piena di ricordi e preoccupazione. Cosa è successo??
E' successo che il sistema finanziario americano è di fatto saltato per aria. Un immenso castello di carte da gioco, alto come i grattacieli che ospitano questi giganti della finanza, è caduto su se stesso. Una folata di vento improvviso ha tolto delle carte dal basso. Bastardo, non si fa. Ed invece è successo. Ma come, con tutti i satelliti e le previsioni Meteo di questo ormai piccolo mondo, nessuno poteva prederlo?
Qualcuno lo aveva già capito da tempo, ma saltare da un treno lanciato ai 200 è altrettanto pericoloso che rimanerci seduto sopra. La folata di vento di nome fa Subprime. Sembra un gruppo pop, non vi pare? Sono tutti quei mutui concessi a coloro che in termine tecnico da noi a Milano son chiamati "Barba", quelli con le pezze la culo per intenderci, mutui concessi a tassi di favore a due cifre, i primi a saltare quando tira aria di crisi. Chiaro chi li eroga, non si tiene il rischio, crea una bella obbligazione garantita dal pagamento di quel muto,"la cartolarizza", segnatevi il termine di finanza creativa, e la passa ad un altro, cha sua volta cartolarizza l'obbligazione cartolarizzata lucrando sulla differenza di tasso e la passa ad un altro, che per finire ci fa sopra dei "future", segnare il termine creativo, delle scommesse in pratica.
Ora vien facile capire che se tanti non pagano più il mutuo subprime, il castello comincia a scricchiolare paurosamente. Cosa che avviene puntualmente circa un anno e passa fa. La banche Americane che sono piene a strafottere di questi strumenti cominciano a svalutare in bilancio, poichè i prezzi delle obbligazioni in loro portafoglio cominciano a scendere. I poveri cristi non gliela fanno più a pagare le rate e per chiudere il debito, visto che l'americano medio conosce il risparmio come gli eschimesi conoscono il Sahara, o vende lui la casa o gliela vende la banca. Tanti vendono, pochi comprano e i prezzi delle case cominciano a scendere. Più i prezzi scendono più l'americano medio fatica a rifinanziarsi, più non riesce a spendere e più l'economia rallenta. E' un circolo vizioso che si avvita sempre più velocemente su stesso.
La Banca centrale Americana cerca di dare fiato abbassando a manetta i tassi, ma ormai il treno viaggia a 180 km all'ora. Vanno in difficoltà le prime banche d'affari, quelle che non hanno i classici sportelli per i privati per intenderci, e il Tesoro americano comincia a mettere pezze qua e la, 200 MLD di USD per salvare Fannie e Freddie che hanno in mano più di metà dei mutui americani che ridiventano di fatto statali. Qualche banca si fonde con altre, prese per i capelli. Qualcuna salta come un tappo di champagne a capodanno. Settimana scorsa la fase più acuta della crisi. AIG viene statalizzata ormai al collasso, parliamo della prima assicurazione USA, la terza al mondo, Lehman ci saluta ed altri colossi come Goldman Sachs e Morgan Stanley sembrano ridotte come un tonno sul ponte di un peschereccio.
Tutti questi colossi hanno lo stesso problema, non hanno più liquidità. E' come se doveste comprare una Ferrari, ma i vostri titoli che avevate da parte per l'acquisto ora che dovete vendere valgono duemila euro. La Ferrari ve la sognate. Il sistema si è esposto troppo su un settore che ora è in crisi. Tutte le attività che le banche d'affari hanno in pancia sono illiquide, per farla semplice possiedono titoli che nessuno vuole più, titoli che un anno fa valevano 100 ora valgono 10. Game over. Nessuno si fida più di nessuno, chi ha i soldi se li tiene, chi non li ha ci saluta per sempre. Inoltre ogni grossa banca ha partecipazioni nelle altre, se quest'ultime falliscono creano altri buchi, e via così.
Noi di provincia discutiamo di Alitalia e del suo salvataggio. Paragonata ad AIG è una cacata di mosca. Ho reso l'idea? Le domande che mi vengono in mente sono parecchie.
1) L'uomo di strada in Italia ha ben compreso cosa sta succedendo e quali effetti avrà tutto ciò anche qui nel Belpaese?
2) Che paese sarà l'America quando uscirà da questa crisi?
3) Come può essere che il paese simbolo del capitalismo, abbia ormai un sistema finanziario statalizzato quando va bene o a partecipazione del Dubai quando va male?
4) Chi controllava il funzionamento del sistema bancario USA?
5) Quali saranno le mosse del nuovo Presidente per uscire da questa situazione orribile? Svaluterà o sparerà?
6) A fine crisi, a furia di mettere pezze di stato, il debito pubblico americano raggiungerà quello dello Zimbawe??
7) Avete controllato se avete comprato un bel titolo o polizza vita con sottostante una di queste banche? No? Fatelo. In Italia ce ne sono in giro parecchi.
Se vi è uscito sangue dal naso la colpa me la prendo io vah, ma sappiate che l'epistassi è il minimo che ci aspetta! God bless America è proprio il caso di dirlo a voce alta.