Senti come viene giù. Sono ormai dieci giorni che qua piove senza quasi soluzione di continuità. Solo ieri ha dato tregua per qualche ora, con punte d'afa che pareva Nairobi.
I piedi sono ormai palmati e dietro alle orecchie mi stanno spuntando delle graziose branchie. Il praticello dietro casa è alto quasi quanto mia nipote ed io sto affilando il machete.
I bimbi giocano per stada con strane calottine in testa agitando con le mani un inquietante pallone giallo e nero. Sul marciapiede li osserva un severo arbitro con un fischetto in bocca pronto all'uso.
Passo notti agitate, sognando un esondazione imminente del fosso dietro casa, e mi vedo dall'alto supino nel letto mentre un corrente impetuosa mi fa imboccare la rampa di accesso della tangenziale Ovest.
Mio cognato pescatore gongola e si sta attrezzando per la pesca allo storione direttamente dalla finestra del bagno di casa.
In banca entra pochissima gente nonostante un mare di scadenze e siccome la filiale è posta tra due fiumi stiamo gonfiando un canotto. Nun se sa mai.
Modonna come piove, senti come viene giù.
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Ho una stima sconfinata dell'uomo qui a lato. Una mente diversa che partorisce cose così .Tanto per conoscenza questa canzone nel suo album la canta un certo Claudio Baglioni:
Una settimana molto pesante, uggiosa come i giorni che l'hanno scandita, millimetri di pioggia caduti sopra ai problemi quotidiani. Molta stanchezza, poca voglia anche di passare da queste parti. 