mercoledì, 22 agosto 2007

Ore 7 e 40, c'era un treno che partiva in una canzone di Battisti ed il traffico era lento nell'ora di punta. 7 e 40 di mattina però e quindi la citazione è completamente fuori tema. Mi alzo esordendo con una frase tipica in slang milanese stretto  "Minchia gioia, ma che caldazza c'è stamattina??". Esco, ed alle 7 e 40, giuro su Giuliacci che crepasse ora, ci sono 41 gradi. Un vento caldo, stile asciugacapelli a velocità tre. Facciamo colazione per inerzia e decidiamo di scendere in spiaggia, chissà mai che si respiri meglio.

Saliamo in macchina, impugno il volante che scotta come una salamella all'intrevallo di una partita di calcio di un torneo dei bar. Quattro porci e siamo in spiaggia. L'inferno signori. Sono quasi le nove e il termometro segna  44 gradi. Inoltre il vento disegna graziosi mulinelli in aria, buttando sabbia ovunque. Ancoriamo i teli e magliette alle sdraio e ci buttiamo di capoccia tra le onde. "Gioia non esco nemmeno se arrivano i pompieri" le dico. Stiamo a mollo un'ora e mezza. In sequenza vediamo rotolare sulla spiaggia in balia del vento, cappellini, teli mare, ciabatte, nuvole di sabbia, dei bambini e, forse era un miraggio, un Tuareg a cammello. Dalle sdraio parte un pallone a 80 km all'ora. Mi punta e mi esibisco in un tuffo plastico che se mi vedesse Moratti, manderebbe a cagare Julio Cesar e mi farebbe un quinquennale da 4 milioni di euro all'anno, ingresso all'Holliwood escluso. Vorrei riportarlo al proprietario ma il vento me lo sradica di mano ed in due minuti la biglia arriva in Croazia. Moratti mi straccia il contratto in modo sgarbato. Insulti e sberleffi di JC a seguire.

Nel mentre si notano due pennachi di fumo sporgere dalle montagne fronte spiaggia. "Teh va, là brucia qualcosa" mi dice JC. "Ma si, saranno i contadini che bruciano le sterpaglie, qua si usa così, stai tranqui!".

Torniamo al residence a mezzodì, temperatura sui 47 gradi. Cammini e ti bruciano le guancie. Mai vista una cosa così. Un pò di frutta, due birre, un litro d'acqua. Siamo a due litri a testa e manco è l'una. Pennica e torniamo in spiaggia. Alla seconda curva ci investe una nuvola di fumo. Sta bruciando una parte di un campeggio. Pompieri in azione. "Ma va sti pirla, tirano i mozziconi, e guarda che danni" chioso io. JC mi sembra inutilmente preccupata "Ma sei sicuro??" . "E stai serena..."

Arriviamo al nostro bagno ed è il delirio. Vigili urbani con mascherina bloccano il traffico in direzione Pugnochiuso. Vedo agitazione. Sento un vigile che dice ad un automobilista che Vieste è circondata da due incendi e che si deve fermare. Subito. JC non sente. Io non faccio una piega per non creare panico.

Nel bagno ci sono già un centinaio di persone. Vediamo gente sfatta, alcuni chiedono acqua, altri con stracci bagnati in volto, altri ancora sdraiati a terra in difficoltà. Intanto altre barche scaricano bagnanti. Non abbiamo ancora la giusta sensazione di ciò che sia successo. Chiedo al proprietario che mi dice di tornare al villaggio, che è grigia e che è bruciata tutta Peschici. "Oh la Madonna!" rispondo io. "Gioia niente bagno oggi, torniamo a casuccia vah che è meglio". "Ma perchè? Cosa succede?" Con finto self control tranquillizzo "Niente dei piccoli incendi, ma è meglio andare".

Sgattaioliamo appena in tempo prima che chiudano anche l'altro senso di marcia. Ripassiamo davanti al campeggio che nel frattempo non c'è più e la Panda viene invasa da fumo nero e cenere. Dio stramaledica le cicche di sigaretta altro che palle. Parcheggio e mi informo alla reception. La tizia, che nel frattempo è al telefono, credo con la protezione civile, finge tranquillità: "Tutto a posto qua non c'è pericolo" mi rassicura. Intanto mi sfoggia una faccia di chi ha la scarpa incastrata nei binari del tram ed il 22 sbarrato ha appena voltato l'angolo. Le dico " Guardi che a 200 mt da qui ho visto un camping in fiamme". La risposta seguente mi fa sentire in una botte di ferro "Tranquillo, comunque stanotte lasciamo il cancello di uscita aperto....nel caso..." Esco, riferisco e JC entra ufficialmente in stato di agitazione che manco i piloti dell'Alitalia.

Decido di chiamare mio fratello. "Senti guarda un pò in internet e dimmi se dicono qualcosa, così tanto per capire". Mi richiama dopo mezz'ora, e con una calma degna del campione del mondo di poker mi dice: "Mah, parlano di un mega incendo tra Peschici e Vieste, due morti, forse quattro, li com'è?". Mio fratello non conosce la parola ansia. JC mi chiede cosa dice. Glisso sui morti. "Ci risentiamo porca puttana! saluta la mamma" e riattacco.

Il pennacchio di fumo è chiaramente visibile dal villaggio. Lo terrò sott'occhio per tutta la serata. Cala il buio e si vedono distinti i bagliori e i lampeggianti blu dei vigili del fuoco. Qualcuno al villaggio carica l'auto. Non si sa mai. I TG parlano di un disastro immane e di Vieste circondata dalle fiamme ed io penso al cancellone aperto. Fioccano telefonate e sms di parenti ed amici. Il brutto è che non si capisce come sia veramente la situazione vivendola dall'interno. JC sforna una cena improvvisata col poco che abbiamo in casa. Uno spaghetto in bianco stracotto e salatissimo, che per non creare ulteriore tensione mangio senza commenti, due birre e taglio il traguardo delle sei birre odierne, un litro d'acqua e qualche pesca. Una merda insomma.

Alle 20 e 30 ci sistemiamo in veranda, dalla quale si può tenere d'occhio l'incendio. Mentre guardo Inter-Partizan Belgrado, prima amichevole pre-campionato, JC tenta di leggere. Ad un certo punto, a metà della settima birra, sfodera una delle sue frasi celebri. "Ma tu che sei qua a guardare la partita, sei solo un incoscente o che cosa?" prosegue "Guarda io vado a stendermi, ma sono così nervosa che non dormirò un bel neinte stanotte, e se nel sonno brucia tutto? Ma va a cagare vah, anche gli incendi. Mi prometti che non crepiamo carbonizzati?" "Lo prometto gioia!".

Dovete sapere che dopo tre minuti d'orologio la raggiungo in camera per cercare di tranquillizzarla un pò. Secca come un chiodo, anche con qualche russino! Si sveglierà alle 8 della mattina dopo. Alla facciazza della preoccupazione. "Sarà stato lo stress" sarà la sua giustificazione la mattina seguente.

La notte dormo con un occhio solo. Si sente un puzzo di bruciato persistente. Alle 4 del mattino, quella scorrengia di cane a tre metri dalla finestra, che Dio lo stafulmini, si mette a guaire ed a piangucolare. Si porta dietro tutti i cani della zona. Me lo immagino avvolto dalle fiamme e salto su come una molla. Apro la finestra e... nulla. "Che caxxo piangi fighetta" gli urlo sottovoce. Lo sputo e torno a letto. Finirà di piangere alle 7 e 55, cinque minuti prima del risveglio di JC che nel frattempo dorme beata.

Il giorno dopo tutto torna alla normalità. Tornando in spiaggia notiamo mezza montagna bruciata fino a riva, gente che smadonna per strada e bisarche che trasportano macchine e camper completamente distrutte dalle fiamme. Il vento è cambiato ed ora ci sono solo 36 gradi.

L'ho fatta troppo lunga. Alla prossima per il finale, sarò breve promesso.

by thecozzy | commenti (14) | commenti (14)(popup)
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giovedì, 16 agosto 2007

Piccolo pausa nel mezzo della mia telenovela estiva. L'ho ascoltata per caso questa sera alla radio mentre guidavo. Ero solo e pensavo. La canzone è del 91. Sembra scritta due giorni fa fuori dalla pizzeria "Da Bruno". Eppure son passati 16 anni. Il fatto che non sia cambiato un bel niente, mi ha lasciato ancora più pensieroso.

Il testo fa più o meno cosi. Buon fine settimana.

Padre contro figlio
fratello su fratello
partoriti in un avello
come carne da macello
uomini con anime
sottili come lamine
taglienti come il crimine
rabbiosi oltre ogni limite
eroi senza una terra
che combattono una guerra
tra la mafia e la camorra
Sodoma e Gomorra
Napoli e Palermo
succursali dell'inferno
divorate dall'interno
in eterno
da un tessuto tumorale
di natura criminale
e mentre il mondo sta a guardare
muto senza intervenire
Basta alla guerra fra famiglie
fomentata dalle voglie
di una moglie colle doglie
che oggi dà la vita ai figli
e domani gliela toglie
rami spogli dalle foglie
che lei taglia come paglia
e nessuno se la piglia:
è la vigilia
di una rivoluzione
alla voce del Padrino
ma don Vito Corleone
oggi è molto più vicino:
sta seduto in Parlamento
E'il momento
di sferrare un'offensiva
terminale decisiva
radicale distruttiva
oggi uniti più di prima alle cosche
fosche attitudini losche
mantenute dalle tasse
alimentate dalle tasche:
basta una busta
nella tasca giusta
in quest'Italia così laida
you gotta fight da faida!

domenica, 12 agosto 2007

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Puntata numero due! Dove ero rimasto, ah si la batteria.

Mi dicono che tra una mezz'ora sale al villaggio l'elettrauto. Benissimo. Nel frattempo, sono circa le 10 e 30, ci sono 37 gradi all'ombra. Dopo aver abbandonato la Panda esanime sotto un ulivo, compiliamo i moduli alla reception. Fa talmente umido che gocciolo sul modello di benvenuto. Dopo 830 km di fila, puzzo come un sottopiede di una Superga dopo una partita a calcio. Decido di farmi una doccia mentro aspetto. Scarichiamo le valige, facendo quei 200 mt in salita fino all'appartamento visto la Panda è deceduta all'ingresso del villaggio. La sistemazione non è male. Sono sfatto e sbatto le valigie dove capita. Non l'avessi mai fatto. Nella borsa firgo, il termos, stretto male da JC, ha sparso caffè all'interno, e per osmosi, all'esterno, sulla federa intonsa del divano. E secondo voi di chi è la colpa. Segue tafferuglio con doccia e bestemmie dette prima sottovoce e poi a volume crescente.

Fortunatamente il gong segna la fine del round. La tizia della reception mi annuncia l'arrivo del mio salvatore. Esco e chi trovo? Fabio e Mingo. Avete presente i due pugliesi di Striscia? Uno parla, l'altro grassoccio, tiene le mani dietro la schiena e non spiaccicherà parola per tutto il tempo. Si presentano con una Peugeout 205 fine anni 80 ed una cavo per la batteria risalente ai tempi dell'Istituto Luce. Li porto alla macchina, la fanno paritre e il tipo spara a raffica, in pugliese stretto, una serie di vocaboli tra cui la parola "Ictus". Ictus dico io. "Ictùs" ribadisce lui. Evinco che la batteria non si può recuperare. MI dice di seguirlo, così almeno non fa la fatica di riportarmi poi la macchina. Li seguo, velocità 25 km all'ora, chiano chiano, braccio di fuori e l'unica cintura che si mette l'autista, è quella ai bermuda a quadri bianchi e rossi.

L'officina è uno scantinato, dove oltre alle batterie probabilmente contrabbanda olio d'oliva. Mentre mi cambia il pezzo, arriva zio Nicola, parlano dei cazzi loro per 10 minuti, ma non oso interromperli, il tutto mentre Mingo osserva. MI pela 100 Euri e la Panda è come nuova. Torno e la buriana con JC è finita, il copridivano è fuori steso ad asciugare, abbiamo deciso per un concorso di colpa. Mangiamo un tost avanzato dal viaggio e stramazziamo a letto, marci.

Il villaggio è immerso tra ulivi, cactus con fichi d'india, fichi ed ogni genere di vegetazione tipica del nostro meraviglioso Sud. Fa un caldo maiale, ma sembra proprio carino. Nel tardo pomeriggio andiamo in spiaggia. Larghissima, sabbiosa, mare pulito e fermo come in fotografia. Un bel bagnetto tonificante e poi si va a far una spesuccia al discount del paese, dato che siamo partiti senza niente da mangiare. Del resto il piano è quello di uscire spesso e di mangiare  un peschereccio diverso ogni sera.

Entriamo in questo super, che penso abbia filiali solo li ed in Kazakistan, e facciamo la nostra spesuccia. Acquistiamo birra sa-il-Dio Pils, pasta e pasticci, scamorzine affumicate e scorta di taralli. Visto che siamo abbastanza sfatti decidiamo di comprare un paio di cotolette impanate per la sera. Come i locali scagliamo il carrello senza moneta in mezzo alla strada e torniamo al villaggio.

La cotoletta si rivela un sottopiede numero 42, l'insalata gramigna, la birra acqua gasata. Stramazziamo a letto presto e sognerò per tutta notte San Giorgio e i suoi draghi. Nel frattempo ci accorgiamo che non si può stare con la finestra chiusa, pena scioglimento stile calippo al sole entro le 4 del mattino. Appena fuori dalla nostra persiana, a metri 5 oltre la recinzione, notiamo un simpatico cagnolino al guinzaglio. E mettetelo li da parte.

La vacanza scorre via tranquilla, relax, spiaggia, entrambi finiamo un libro di Faletti a testa. Viviamo a pesce, e quello che facciamo la sera tardi son fatti nostri. Questo fino a martedi, il famoso martedi. La foto sopra è di quel giorno. Posso solo dirvi che mi alzo alle 7 e 30 e in casa fa un caldo importante. Apro la porta e un vento caldo come un phon mi schiaffeggia come solo JC sa fare. Ore 7 e 30 e 41 gradi fuori.

Ma questo è solo l'inizio del D-day. To be continued.....

martedì, 07 agosto 2007

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Qua sopra potete ammirare una bella immagine dei boschi tra Vieste e Peschici. Distanza dal nostro appartamento immerso tra gli ulivi centenari metri 200. Direi che il post potrebbe tranquillamente finire qua, ma visto che la mia peluria è rimasta intatta e che le ferie le abbiamo portate a termine comunque, un racconto semiserio della vacanza ve lo devo.

Thecozzy e signora, che qua di seguito chiameremo JC (Jesus Christ, lei sa perchè la chiamo così..), hanno preparato tutto il preparabile il venerdì pomeriggio. Devo dire che vivere con il sottoscritto deve produrre sicuramente degli effetti collaterali se, dopo solo due anni e mezzo di matrimonio, sono riuscito a far prepare la valigia, e sottolineo la valigia, a JC solo quattro ore prima del via. Solitamente il container per i vestiti iniziava lo stoccaggio almeno quattro giorni prima della partenza e veniva varato con regolare bottiglia di spumante da parte della suocera prima dei saluti. Chiaramente tre quarti suoi vestiti ed un quarto miei. Ci devo ancora lavorare, abbiate pazienza.

Dopo aver salutato la rispettiva parentela con i soliti carissimi auguri di buone vacanze (Attenti agli incidenti, ne son morti 40 lo scorso week-end) partiamo a mezzanotte in punto. Io i bollini della società autostrade li uso per la raccolta punti del Q8. Decidiamo di usare la Panda, più nuova. La mia Rover ormai stenta con i suoi 9 anni e 140000 km. Non vorremo mica restare a piedi in autostrada...

Lasciamo alle spalle la grigia Milano e ci immettiamo sulla MI-BO, l'autostrada più pallosa del continente con i suoi 180 km di rettilineo. La radio annuncia una  coda chilometrica a Casalecchio. Che ce frega, noi andiamo dall'altra parte. Chiaccheriamo parecchio, di tutto un po'. Musica di sottofondo, RTL, i miei cd li tengo per dopo quando calerà la palpebra.

Chiacchero talemente che, giuro sulla Madonna, Reggio Emilia non l'ho vista, così come lo svincolo di Bologna. Queste le testuali parole "E quindi sai... ma quello era lo svincolo di Bologna, e si cazzo, ma no Porc... Vaff..Ma Cris...etc" . "Tranquilla alla prima uscita della tangenziale usciamo e... quarta, terza, seconda, bestemmia, prima, bestemmia, coda, porcone" La coda di Casalecchio.

Spengo la macchina e ci facciamo tre quarti d'ora di coda non nostra per tre km di tangenziale. Nel silenzio più assoluto. A JC usciva il fumo dal naso.. In questi casi meglio tacere!

Ore 4 e 15 sosta in autogrill ad Ancona. Pisciatina, benza e poi dormiamo un paio d'ore, tanto è presto. Chiudo la Panda, che mi rende un rumone lugubre dall'oltretomba invece del solito beep. Faccio il brillante, che vuoi che sia. Qualcosa non va?? Ma vaaaaaa...

Al ritorno con estrema scioltezza provo ad accendere. Il nulla. Batteria ko! Io smadonno che si fa nuvolo, JC si esibisce in una crisi isterica manco ci avessero abbandonato nel deserto dei Gobi senza borracce. Un attimo di rifelssione e prendo in mano la situazione. Spingo l'auto fino alla pompa e come se nulla fosse faccio benza. Ma si, in culo le due ore di sonno, spingiamo e appena riparte si va. La batteria la cambieremo all'arrivo.

Il benzinaio mi da caritevolmente una mano, spingiamo e JC cerca di accendere mettendo in seconda. Manco per niente! Il benzinaio mi rassicura. Non si preoccupi, mi dice, le chiamo l'elettrauto ci pensa lui, alle 9,00 è qua! Volevo annodarlo con la pompa della verde.

Ma si, prendo i cavi, fermo qualcuno e si riparte. I cavi li ho lasciati sulla Rover. Dio mi stramaledica, JC lo ha già fatto da un pezzo. E vabbeh dai, qualcuno ce li avrà, son tutti turisti. Al decimo viandante che mi dice di no, avevo la faccia da potenziale omicida seriale.

Entro in autogrill biascicando parole incomprensibili in aramaico antico, le uniche parole in italiano dette al benzinaio sono "Mi dia questi cavi di merda...". "22 euri" la risposta. Torno con i cavi e JC, sa la Madonna come, l'ha rimessa in moto. Metto da parte il mio orgoglio maschile ferito, lancio i cavi di merda sul sedile posteriore e senza un minuto di sonno mi appresto a spararmi i restanti 400 km e rotti.

Da segnalare prima dell'arrivo al villaggio una frase storica di JC all'altezza di Campobasso, "Chiudo gli occhi 10 minuti perchè non ce la faccio più, mi prometti che non ci spatasciamo??". Ho riso fino a Poggio Imperiale. Appena fuori dall'autostrada scendo per sgranchirmi un pò, mentre JC tiene la Panda su di giri a motore acceso come dovessimo fare una rapina al casello. Sguardo torvo dei passanti.

Mi affianca un camionista a piedi che in Barese stretto mi dice di essere stato tamponato da un altro camion, che sta aspettando la pula, che gli ha rotto il dietro, che ha perso surgelati sull'autostrada, che meno male che l'altro si è solo rotto un braccio e le gambe perchè se si fosse ammazzato gli avrebbero sequestrato il tir e allora sai che minchiata???

Arrivo al villaggio ed entro nella reception sempre con JC che tiene il motore acceso come un pusher a piazzale Lotto. E qua mi chiamano dal paese l'elettrauto. Ma questa è un'altra storia.... continua alla prossima!!!