Ore 7 e 40, c'era un treno che partiva in una canzone di Battisti ed il traffico era lento nell'ora di punta. 7 e 40 di mattina però e quindi la citazione è completamente fuori tema. Mi alzo esordendo con una frase tipica in slang milanese stretto "Minchia gioia, ma che caldazza c'è stamattina??". Esco, ed alle 7 e 40, giuro su Giuliacci che crepasse ora, ci sono 41 gradi. Un vento caldo, stile asciugacapelli a velocità tre. Facciamo colazione per inerzia e decidiamo di scendere in spiaggia, chissà mai che si respiri meglio.
Saliamo in macchina, impugno il volante che scotta come una salamella all'intrevallo di una partita di calcio di un torneo dei bar. Quattro porci e siamo in spiaggia. L'inferno signori. Sono quasi le nove e il termometro segna 44 gradi. Inoltre il vento disegna graziosi mulinelli in aria, buttando sabbia ovunque. Ancoriamo i teli e magliette alle sdraio e ci buttiamo di capoccia tra le onde. "Gioia non esco nemmeno se arrivano i pompieri" le dico. Stiamo a mollo un'ora e mezza. In sequenza vediamo rotolare sulla spiaggia in balia del vento, cappellini, teli mare, ciabatte, nuvole di sabbia, dei bambini e, forse era un miraggio, un Tuareg a cammello. Dalle sdraio parte un pallone a 80 km all'ora. Mi punta e mi esibisco in un tuffo plastico che se mi vedesse Moratti, manderebbe a cagare Julio Cesar e mi farebbe un quinquennale da 4 milioni di euro all'anno, ingresso all'Holliwood escluso. Vorrei riportarlo al proprietario ma il vento me lo sradica di mano ed in due minuti la biglia arriva in Croazia. Moratti mi straccia il contratto in modo sgarbato. Insulti e sberleffi di JC a seguire.
Nel mentre si notano due pennachi di fumo sporgere dalle montagne fronte spiaggia. "Teh va, là brucia qualcosa" mi dice JC. "Ma si, saranno i contadini che bruciano le sterpaglie, qua si usa così, stai tranqui!".
Torniamo al residence a mezzodì, temperatura sui 47 gradi. Cammini e ti bruciano le guancie. Mai vista una cosa così. Un pò di frutta, due birre, un litro d'acqua. Siamo a due litri a testa e manco è l'una. Pennica e torniamo in spiaggia. Alla seconda curva ci investe una nuvola di fumo. Sta bruciando una parte di un campeggio. Pompieri in azione. "Ma va sti pirla, tirano i mozziconi, e guarda che danni" chioso io. JC mi sembra inutilmente preccupata "Ma sei sicuro??" . "E stai serena..."
Arriviamo al nostro bagno ed è il delirio. Vigili urbani con mascherina bloccano il traffico in direzione Pugnochiuso. Vedo agitazione. Sento un vigile che dice ad un automobilista che Vieste è circondata da due incendi e che si deve fermare. Subito. JC non sente. Io non faccio una piega per non creare panico.
Nel bagno ci sono già un centinaio di persone. Vediamo gente sfatta, alcuni chiedono acqua, altri con stracci bagnati in volto, altri ancora sdraiati a terra in difficoltà. Intanto altre barche scaricano bagnanti. Non abbiamo ancora la giusta sensazione di ciò che sia successo. Chiedo al proprietario che mi dice di tornare al villaggio, che è grigia e che è bruciata tutta Peschici. "Oh la Madonna!" rispondo io. "Gioia niente bagno oggi, torniamo a casuccia vah che è meglio". "Ma perchè? Cosa succede?" Con finto self control tranquillizzo "Niente dei piccoli incendi, ma è meglio andare".
Sgattaioliamo appena in tempo prima che chiudano anche l'altro senso di marcia. Ripassiamo davanti al campeggio che nel frattempo non c'è più e la Panda viene invasa da fumo nero e cenere. Dio stramaledica le cicche di sigaretta altro che palle. Parcheggio e mi informo alla reception. La tizia, che nel frattempo è al telefono, credo con la protezione civile, finge tranquillità: "Tutto a posto qua non c'è pericolo" mi rassicura. Intanto mi sfoggia una faccia di chi ha la scarpa incastrata nei binari del tram ed il 22 sbarrato ha appena voltato l'angolo. Le dico " Guardi che a 200 mt da qui ho visto un camping in fiamme". La risposta seguente mi fa sentire in una botte di ferro "Tranquillo, comunque stanotte lasciamo il cancello di uscita aperto....nel caso..." Esco, riferisco e JC entra ufficialmente in stato di agitazione che manco i piloti dell'Alitalia.
Decido di chiamare mio fratello. "Senti guarda un pò in internet e dimmi se dicono qualcosa, così tanto per capire". Mi richiama dopo mezz'ora, e con una calma degna del campione del mondo di poker mi dice: "Mah, parlano di un mega incendo tra Peschici e Vieste, due morti, forse quattro, li com'è?". Mio fratello non conosce la parola ansia. JC mi chiede cosa dice. Glisso sui morti. "Ci risentiamo porca puttana! saluta la mamma" e riattacco.
Il pennacchio di fumo è chiaramente visibile dal villaggio. Lo terrò sott'occhio per tutta la serata. Cala il buio e si vedono distinti i bagliori e i lampeggianti blu dei vigili del fuoco. Qualcuno al villaggio carica l'auto. Non si sa mai. I TG parlano di un disastro immane e di Vieste circondata dalle fiamme ed io penso al cancellone aperto. Fioccano telefonate e sms di parenti ed amici. Il brutto è che non si capisce come sia veramente la situazione vivendola dall'interno. JC sforna una cena improvvisata col poco che abbiamo in casa. Uno spaghetto in bianco stracotto e salatissimo, che per non creare ulteriore tensione mangio senza commenti, due birre e taglio il traguardo delle sei birre odierne, un litro d'acqua e qualche pesca. Una merda insomma.
Alle 20 e 30 ci sistemiamo in veranda, dalla quale si può tenere d'occhio l'incendio. Mentre guardo Inter-Partizan Belgrado, prima amichevole pre-campionato, JC tenta di leggere. Ad un certo punto, a metà della settima birra, sfodera una delle sue frasi celebri. "Ma tu che sei qua a guardare la partita, sei solo un incoscente o che cosa?" prosegue "Guarda io vado a stendermi, ma sono così nervosa che non dormirò un bel neinte stanotte, e se nel sonno brucia tutto? Ma va a cagare vah, anche gli incendi. Mi prometti che non crepiamo carbonizzati?" "Lo prometto gioia!".
Dovete sapere che dopo tre minuti d'orologio la raggiungo in camera per cercare di tranquillizzarla un pò. Secca come un chiodo, anche con qualche russino! Si sveglierà alle 8 della mattina dopo. Alla facciazza della preoccupazione. "Sarà stato lo stress" sarà la sua giustificazione la mattina seguente.
La notte dormo con un occhio solo. Si sente un puzzo di bruciato persistente. Alle 4 del mattino, quella scorrengia di cane a tre metri dalla finestra, che Dio lo stafulmini, si mette a guaire ed a piangucolare. Si porta dietro tutti i cani della zona. Me lo immagino avvolto dalle fiamme e salto su come una molla. Apro la finestra e... nulla. "Che caxxo piangi fighetta" gli urlo sottovoce. Lo sputo e torno a letto. Finirà di piangere alle 7 e 55, cinque minuti prima del risveglio di JC che nel frattempo dorme beata.
Il giorno dopo tutto torna alla normalità. Tornando in spiaggia notiamo mezza montagna bruciata fino a riva, gente che smadonna per strada e bisarche che trasportano macchine e camper completamente distrutte dalle fiamme. Il vento è cambiato ed ora ci sono solo 36 gradi.
L'ho fatta troppo lunga. Alla prossima per il finale, sarò breve promesso.
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