Link | categoria:musica, van halen, il delirio del cozzy

Eppure io in matematica andavo pure bene. Nei compiti in classe parecchia gente copiava da me. Magari in diritto valevo una sverza, ma in matematica facevo testo. Eppure da quando sono entrato nel mondo del lavoro la metematica mi si è rivoltata contro, l'equazioni non tornano più.
Mi spiego meglio. Oggi corso di formazione. Otto ore in un loculo sottoterra senza l'ombra di una finestra. Aria condizionata talmente forte, che alla pausa caffè dopo tre ore di corso, avevo il pizzetto come Messner in cima al K2 e mi è toccato prendere un thè caldo per riattivare la circolazione sanguigna.
Oggetto del contendere l'ennesima polizza da piazzare, questa volta nel ramo danni. Ora, per chi non è addentro alla questione, significa che oltre a fare il bancario da giugno farò anche l'assicuratore. Polizze per la casa, auto, responsabilità civile, tutela legale, cose così!
Niente di male per carità, in tutta onestà devo dire che il prodotto è davvero buono, talmente buono che farò fatica a venderlo. Le boiate son quelle che van via come il pane, ricordatevelo. Il problema è un altro e qua interviene la matematica. Ad esempio:
100 : thecozzy's emolument = 140 : x
Traduco. Se 100 è l'utile della banca nel 2005 e 140 è quello nel 2006 di quanto dovrebbe aumentare thecozzy's emolument? Esagero aumentamelo di un quarto, quanto fa??
Oppure:
100: thecozzy's emolument = 200 : x
Traduco. Se 100 è la mole di lavoro che facevo un anno fa e 200 diventerà quella da giugno in poi quanto dovrebbe essere thecozzy's emolument? Riesagero aumentamelo di un quarto, quanto fa??
Ed ancora:
8 : thecozzy's emolument = 6 : x
Traduco. Se prima eravamo in 8 in filiale ed ora siamo in 6, tra l'altro con una mole di lavoro sempre maggiore, quanto dovrebbe fare sta cazzo di x??
Io non ho una laurea in matematica, ma la mia x è sempre uguale da 4 anni a questa parte, c'è qualcosa che non mi torna, e finchè non convincono della bontà dei loro conti anche il sottoscritto, con la nuova polizzina ci possono fare un bel bussolotto e ...

E se fossi nato nel '51! Come si sarebbe sviluppata la mia esistenza. Sarei lo stesso uomo che sono ora, o tutto sarebbe stato condizionato da quegli anni, dalle persone incontrate lungo il cammino, dai loro pensieri, dalle loro idee. Sarò un pò bacato, ma in questo genere di pensieri mi perdo spesso e volentieri.
Non so, il problema è che sono un uomo fuori tempo. Gli anni duemila non fanno per me. Il mio cervello si rifiuta, prende informazioni, si informa, elabora immagini che gli arrivano dagli occhi un pò miopi, ci pensa su, shakera il tutto e alla fine ci rinucia, mi da di gomito dicendomi "Dai vecchio, andiamo a farci una Warsteiner che è meglio". Non è che gli occhi sono miopi, perchè si rifiutano anche loro di vedere quello che gli sta intorno??
Se fossi nato nel '51 negli anni settanta avrei avuto i miei vent'anni ed un mondo diverso davanti. E' che a me quel periodo mi intriga parecchio. Sarà perchè gli ho vissuti da piccolo, e dal basso si ha una prospettiva diversa del mondo, ma mi son rimasti dentro.
A parte i tossici che si facevano di eroina, il resto me lo porto a casa ben volentieri. Dai vestiti alla musica, dalla politica agli ideali.
I vestiti. Mi ricordo che d'inverno mi madre tirava fuori dal cassetto il maglione rosso di lana a collo alto. Pesava due chili e appena lo indossavi ti grattavi per cinque minuti, come invaso da una legione di formiche. In primavera, perchè allora c'era ancora, le camicie a fiorellini con il colletto che andava dalla spalla desta a quella sinistra. I Pantaloni lunghi scampanati tanto stretti sul pacco e tanto larghi in fondo che non mi ricordo che scarpe avessi in quegli anni. D'estate calzoncini strettissmi e Mecap ai piedi. Traspirazione meno due, le toglievi e Seveso sembrava un luogo di villeggiatura a confronto.
Divoro film ambientati in quel periodo, Romanzo Criminale per me è un must. Guardo telefilm (vedi foto) su canal Jimmy che vedo solo io e due Hippy fulminati dall' LSD. Seguo speciali giornalistici per capire come sono andate veramente le cose, cosa c'era dietro la società difficile che mi ricordo a sprazzi. Dei flash di Tg, Moro, Piazza Fontana, Italicus, Stage di Bologna. Il commissario ammazzato sulla soglia di casa. Ero piccolo ma li ho marchiati a fuoco dentro di me.
La musica l'ho scoperta dopo chiaramente. Ma allora c'erano i Kiss, Ac/Dc, Black Sabbath, Led Zeppelin, Saxxon e tanti altri, oggi chi ascolta i Finley è già di categoria superiore.
Mi ricordo mia cugina. Era già grande e al sabato sera andava a ballare. La invidiavo da matti, lo sapevo che ci si divertiva parecchio. La domenica mattina, mia zia mi faceva andare in camera sua verso mezzogiorno a svegliarla. Lei sorrideva e si alzava, senza mandarmi a cagare, almeno non direttamente. Io correvo trionfante da mia zia che metteva in tavola, e me ne tornavo dai miei. Ora che ci penso le orecchie un po fischiavano.
La tv iniziava alle sei di pomeriggio e finiva alle unidici. Due canali, bianco e nero. Ve lo immaginate? La gente discuteva e non si faceva friggere il cervello dal reality del momento. I giovani erano impegnati e parlavano di politica. Avevano degli ideali giusti o sbagliati che fossero. Avevano idee e le portavano avanti. Non si scambiavano sms con tante k che manco il Ku Lux Klan. Si parlava. Certo qualcuno imboccava una strada pericolosa, qualcuno faceva saltare treni o metteva le bombe alle sei della sera e i volantini di rivendicazione nei cestini della spazzatura. Ma erano vivi cazzo!
Se fossi nato nel 51 ed i miei pensieri fossero quelli di oggi forse avrei preso una piega non bella. Penso che il confine tra il giusto e l'esagerato fosse molto sottile all'epoca. Fossi un venticinquenne alla metà dei settanta e venissi catapultato nel mondo di oggi, forse farei cose da non fare. Allora se una cosa sembrava non giusta si agiva. Lotte di classe, ideali forti. A posteriori alcuni sbagliati, ma chi ci credeva davvero agiva. Non c'era il benessere che oggi ammorba gli animi di molti.
Avrei avuto i capelli lunghi e due baffoni fino al mento. Una giulietta bianca, con gli interni marroni e lo stereo a cassette. Occhiali Ray Ban a goccia. Forse avrei fumato. Forse il fegato avrebbe fatto provincia all'alba dei trenta. Bedda sarebbe nata nel 52 e siederebbe con me sul sedile davanti, vestito a fiori, sandali in sughero con la zeppa e avrebbe fatto l'infermiera comunque, è la sua missione.
Non avrei fatto il mestiere che faccio di questo sono sicuro. Forse l'operaio, forse il giardiniere.
Se fossi nato nel 51 avrei quasi sessant'anni e non perderei tempo pensando a tutte queste cazzate!

Avviso ai naviganti, questo è un post calcistico, rancoroso e sportivamente scorretto..
In questa foto, fantastica per altro, c'è tutto! Lo sconfitto e il vincente. Il ragazzino talentuoso ma ancora immaturo e l'uomo burbero ma con due palle così. E poi l'ambiente, la pioggia a dirotto, sessantacinquemila indemoniati sugli spalti, tutto il necessario per una grande partita. Milan-Manchester è tutta qui, in questa foto a mio parere.
Chapeaux cugini milanisti. I complimenti sono d'obbligo.
Eppure rosico come un cinghiale. La sindrome di Donald Duck o come viene chiamato da noi di Paolino Paperino. Dovrebbero vestirlo di neroazzuro, starebbe da Dio. Lo sfigato di turno, non vince mai nulla e quando per sbaglio succede, capita sempre qualcosa che gli rovina la festa.
La mia sportività l'ho esaurita con i complimenti quattro righe più su, non chiedetemi di più, non ce la farei.
Vinco uno scudetto a tre quarti dopo 18 anni di magoni, notare bene che non considero quello assegnato a tavolino, lo vinco con otto mesi d'anticipo in modo tale che si diluisca per bene nel tempo la gioia di una vittoria così tanto bramata, non faccio nemmeno a tempo a festeggiare comprando la magliettina ricordo del 15esimo, che questi che fanno?? Non solo vanno in finale di Champions, che chiaramente vinceranno, perchè di miracolo ne capita uno nella vita, bonus già speso due anni fa ad Istanbul, ma lo umiliano pure il Manchester.
Paolino Paperino.
Non mi resta che organizzare la formazione di due anni fa, stessi posti, stessa birra, stessi gufi, ben sapendo che non servirà a nulla, che ci saluteremo in fretta con delle pacche sulle spalle mentre per strada passeranno con le bandiere e i clacson spiegati, e noi a smoccolare frasi del tipo "squack bafstardi squack che quack culo sti bilanisti"
Paolino Paperino