
Resoconto semiserio della mia prima uscita stagionale con il mezzo a due ruote
Ce l'ho fatta. Ebbene si l'ho detto e l'ho fatto. Mi ero riproposto la settimana scorsa che era giunto il momento di riprendere in mano il mezzo ed incredibile ma vero, l'ho fatto.
Sabato mattina in preda ad un attacco di follia, ho riesumato la mia bici (vedi immagine) ormai ferma dall'estate scorsa dal fondo del mio garage. Due dita di polvere sui tubolari le davano un aspetto vagamente lugubre. La catena con il grasso rappreso ed il contachilometri spento invocavano un intervento immediato. Così mi son messo di buzzo buono, mi sono seduto sui gradini armato di straccio, grassi vari e pompa e l'ho rimessa a nuovo. Da buon lupetto mi ero ripromesso di ricomiciare. Altre volte mi era passato per la testa questo pensiero, ma non avevo mai esitato a ricacciarlo indietro facendo prevalere la mia proverbiale pigrizia. Ma oggi no.
Così sono arrivato a casa portandomi sulle spalle i commenti burloni dei miei colleghi, che alla notizia che stasera uscivo in bici, mi hanno ricoperto di insulti offrendomi un cioccolatino e dicendomi di smetterla di dire cazzate che ormai son grande. Li adoro quei bastardi.
Primo problema atavico. Con una giornata discreta, un pò di vento, manica corta o lunga?? Opto per un giacchino tecnico manica lunga con interno in fepina pensando che se anche soffrirò un pò di caldo, al massimo suderò e mi farà solo bene. Calzoncino corto tecnico con bretelle da vero biker, guantini, casco, occhiale da sole e lettore mp3 che fa capolino dal colletto.
Salto in sella e provo subito lo sgancio degli scarpini, cercando di evitare una figura fantozziana al primo stop. Ok si sganciano, accendo il lettore in modalità shuffle e parto. L'obiettivo di oggi è uno solo, cercare di ritornare a casa.
Cerco di non forzare, mi ripeto in continuazione di rimanere sotto il mio ritmo massimo. Quando ricomincio un'attività sportiva faccio sempre così, mi ha sempre permesso di ritornare dal mio amore e di non andare diretto al pronto soccorso con una bella tachicardia. Ci sarà tempo per ritrovare il passo di una volta.
Imbocco il vialone e non faccio nessuna fatica, e penso "però che gamba che ho ancora nonostante l'inattività". Dopo circa 2 km di vialone, giro a destra e mi accorgo che ero a favore di vento, ecco il perchè, altro che gamba. Non demordo e vado via tranquillo. Esco dalla mia cittadina e vado per strade in mezzo ai campi. Poche macchine mi sfrecciano a fianco e mi rendo conto che troppa gente ha fretta di tornare a casa.
Ho percorso circa 7 km quando le fauci si seccano come la carta vetrata del falegname sotto casa. Bevo e sputo a lato. Dal lettore escono le note dei Def Leppard e la mente si schiarisce. Penso. Quando faccio sport la mente si apre. Sparisce il contorno, i campi verdi che scorrono a lato, le strada che viene mangiata dalla mia ruota. Ci sono solo io con la mia musica, i miei pensieri e ascolto le reazioni del mio corpo. Gran parte delle decisioni importanti della mia vita le ho prese facendo sport. Mi aiuta a riflettere.
Lascio le strade e mi immetto sul lungo Naviglio. Pista ciclabile, a destra il fiume. Pieno, quasi fino all'orlo, acqua verde stranamente limpida che corre veloce, molto veloce per essere un fiumiciattolo. Io faccio i 30 ed un ramo nell'acqua mi sorpassa senza troppa fatica. Il panorama cattura l'occhio, anche qui alle porte di Milano ci sono angoli d'Italia da immortalare. A quell'ora solo sportivi sulla ciclabile. Incrocio gente che corre, anziani che camminano solamente chiaccherando tra loro. Pescatori intenti a fissare l'esca preparata il giorno prima, già abbronzati dal sole di questa primavera che non si è fatta aspettare.
Ogni ciclista che incrocio mi fa un cenno di saluto, chi staccando il dito dal manubrio, chi con un cenno del capo. Siamo un pò una casta anche noi, come i motociclisti che si salutano sempre anche se non si conoscono. Come loro salutiamo solo "I ciclisti", chi viaggia in mountain non viene degnato di uno sguardo, ciclisti minori. Un pò come i biker con gli scooteristi, vero Biga??
Esco dalla ciclabile, sono circa al 15 km. La gamba sinistra comincia ad essere affaticata. Sono destro e quindi spingo di più con quella mancina. Cerco disperatamente un pensionato in motorino per mettermi a ruota. Di quelli monomarcia che vanno ai 30 cascasse il mondo, in rettilineo come su di un tornante del Gran Paradiso. Di solito pesano sul quintale, ti metti dietro ed è come andare in coda ad un camion, senza attrito e senza fatica, tiri il fiato e poi riparti. Una volta un vecchietto mi ha tirato per 15 km, mi incitava ed abbiamo parlato di calcio, mancavano il quarto di vino e le carte da scopa.
Niente, è giusto che debba soffrire un pò. Al km 18 mi si staglia dinnanzi il cavalcavia sul Naviglio. Scalo di rapporto, sputo e lo affronto, il bastardo. "Dio stramaledica chi ha inventato i ponti" penso appena scollinato, allungo il rapporto e bevo. Sono sulla via del ritorno. Il Creative mi regala un "Purple Rain" che mi accompagna quasi fino a casa. Ce la faccio, riprendo il viale, questa volta contro vento, stramaledica anche Eolo. Tre semafori e sono a casa.
Mi è sempre piaciuto passare a lato delle auto in coda ferme al rosso, uno sguardo indietro, si va in mezzo alla carreggiata, indici sui freni, si sa mai che qualcuno inventi qualcosa tipo "approfitto del rosso, scendo e mi levo la giacca", si scavalla la fila per poi rientare a destra con un cenno del braccio se la fila si è mossa oppure a volte passare con il rosso se a lato non arriva nessuno, ancora meglio se sul semaforo sai che c'è quella maledetta macchina fotografica salva bilanci comunali.
Svolto a destra e sono a casa, 25 km in un'ora circa. Una bella doccia calda, accendo il computer e aspetto che lei torni da me, incazzosa come al solito dopo una giornata all'inferno e ritorno. Due battute, uno sfogo si mangia alle 22 e sarà già domani.
Mi auto faccio la prognosi. Domani avrò un mal di culo stile Elton John dopo una festa, la schiena di un novantenne in riviera e un mal di spalle da magutto bergamasco, ma cascasse il mondo se domani non piove bisso l'uscita. Ce la farò??